Ferrara : giornata I : Messico. La nuova frontiera del narcotraffico
14.30 di venerdì 2 ottobre. In un Teatro Comunale gremito, assistiamo all’interessante incontro “Messico, la nuova frontiera del narcotraffico”, con ospiti Sergio Gonzales Rodriguez (scrittore messicano), Adela Navarro Bello (direttrice del settimanale Zeta, insignita poche ora prima del premio giornalistico intitolato alla giornalista russa AnnaPolitkovskaja), Diana Washington Valdez (giornalista statunitense di El Paso Times), modera Carlo Bonini, giornalista de la Repubblica. Oggetto: il progressivo scivolamento del Messico verso la condizione de facto di “narcostato”. Per chi non lo sapesse, ricordiamo infatti che questo immenso paese con più di cento milioni di abitanti negli ultimi anni è stato colpito da una crisi di estrema virulenza, che ha visto un aumento esponenziale del potere e dell’influenza della criminalità organizzata nella vita sociale messicana, accompagnato da una recrudescenza della repressione governativa e da uno sgretolamento delle istituzioni e dei legami sociali. Il dibattito si è caratterizzato per l’estrema urgenza di un rinnovamento radicale della cultura e della vita pubblica messicana che traspariva dalle parole degli ospiti, tutti impegnati a rimarcare che un processo di questo tipo non si presta a spiegazioni riduttive o a soluzioni di tipo meramente penale. La crisi messicana rappresenta piuttosto lo stato terminale di un processo di decomposizione dell’intero tessuto sociale e delle connessioni di quest’ultimo con l’apparato statale, devastato a tutti i livelli dalla corruzione e da livelli di violenza da guerra civile. E, come vedremo, il passo attraverso l’altlantico dagli altopiani messicani alle italiche coste è breve, brevissimo. Non solo perchè la droga prodotta in Colombia e rivenduta dai cartelli messicani viene distribuita, in Europa, dalla potentissima ‘ndrangheta calabrese, ma perchè de te fabula narratur: la storia di un paese che progressivamente scivola verso l’illegalità diffusa e verso la scomparsa del senso dello stato e del bene pubblico all’alba del XXI secolo è la storia dell’Italia di oggi [CONTINUA].
