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Ferrara : giornata I : Islanda un paradiso in bancarotta

ottobre 3, 2009
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Intorno alle 18:30 comincia la conferenza relativa al caso dell’Islanda e al caso limite che questa rappresenta nell’ambito della devastante crisi finanziaria cominciata ormai più di un anno fa. I segnali che qualcosa non andava come al solito per chi voleva vederli erano già più che evidenti, ma come si sa la miopia teleguidata o no è estremamente difficile da estirpare fintanto che la sopravvivenza minima è garantita.

Il fatto in particolare, tornando al caso dell’isola sub-artica, è quello di un’economia desiderosa di inseguire il sogno di un rapido sviluppo a costo zero, ma come ultimamente anche i più riluttanti hanno dovuto ammettere fare del neoliberismo la propria bandiera è possibile a meno che la ricchezza di cui si dispone sia sufficientemente elevata da poter ricoprire la figura del burattinaio piuttosto che quella burattino. E a quanto pare purtroppo lo scenario islandese afferisce al seconda delle due figure piuttosto che alla prima.

Come infatti è stato riassunto in maniera più che brillante dal video documentario “Dreamland“, basato sull’omonimo libro a firma Magnason, e proiettato in parte durante la conferenza, la storia è quella di una nazione che decide di basare la sua crescita sulla produzione di surplus energetico e sulla costruzione di grandi infrastrutture atte al potenziamento dell’industria pesante. La questione importante è che tutto questo è stato fatto a scapito anche e sopratutto della sostenibilità ambientale, costruendo grandi impianti inquinanti là dove erano presenti habitat pressoché intatti, e che la protesta è stata ammorbidita quando non è stata del tutto isolata e marginalizzata: era il periodo delle vacche grasse e l’Islanda aveva regimi di crescita talmente elevati da essere ritenuta il secondo paese per reddito procapite al mondo. La speculazione ha fatto il resto e, quando la bolla è scoppiata, nell’arco di un fine settimana gli Islandesi si sono ritrovati strangolati dai debiti e hanno visto volatilizzare il proprio risparmio per valori pari a miliardi e miliardi di Euro.

A breve on-line l’intervista di approfondimento ad uno degli ospiti presenti in sala, Alda Sigmundsdóttir, scrittrice, traduttrice e blogger islandese, che scrive regolarmente per la sezione Comment is free del quotidiano britannico The Guardian. Il suo blog è icelandweatherreport.com.

Nicolas Languillè

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